Teo, il Piccolo Aiutante della Fattoria
Ancor prima che il sole pensasse di svegliarsi, Teo indossò i suoi stivali e afferrò il piccolo secchiello di latta. Oggi era il suo primissimo giorno come Piccolo Aiutante della Fattoria, e aveva una lista. Una vera, importante lista.
"Uova, latte, fieno, ciao," sussurrò, leggendo la sua calligrafia sbilenca.
Nel pollaio, Enrichetta la gallina inclinò la testa. Teo si accovacciò, nel modo in cui la nonna gli aveva mostrato. "Buongiorno, amica." Infilò la mano sotto le sue calde piume e tirò fuori delicatamente un perfetto uovo maculato. "Grazie," sussurrò. Enrichetta chiocciò, e Teo decise che voleva dire 'prego'.
Poi venne Margherita la mucca, i cui occhi erano grandi come piatti e due volte più gentili. Teo le spazzolò il fianco con lunghe, lente passate. Margherita muggì un basso 'muu' che assomigliava molto a una canzone. Insieme riempirono il secchiello del latte, e non ne cadde una sola goccia.
Nella stalla, le pecore aspettavano come una soffice nuvola bianca con gli zoccoli. Teo stese il fieno fresco e la nuvola belò felicemente, mordicchiando e strofinando le loro morbide teste contro le sue ginocchia. L'agnellino più piccolo, Pip, si addormentò sul suo stivale.
Ultima sulla lista era la parola più importante: ciao. Teo andò da ogni animale, persino dall'oca brontolona, e la disse correttamente, guardando ciascuno negli occhi. L'oca starnazzò, il che era praticamente un abbraccio, nel linguaggio delle oche.
Quando il sole finalmente si stiracchiò sopra le colline, la nonna trovò Teo seduto sulla recinzione, il secchiello accanto, l'agnello ancora sul suo stivale. "Gran mattinata, Piccolo Aiutante?" sorrise lei.
Teo annuì. "Gli animali mi hanno insegnato qualcosa," disse. "Se ti prendi cura di loro, loro si prendono cura di te in cambio."
✨ Vuoi questa storia con tuo figlio come protagonista?
Crea la Tua Storia di Storie della fattoria










